|
| |
Cosa pensano i ragazzi dell'eperienza che li ha portati ancora
una volta nella città croata di Vinkovci, nel 2006 ? Lasciamo a loro la parola.
Il commento di Nadin Zancato
Due lingue che
sincrociano
Il 23-24-25-26 Marzo si è tenuto a Vinkovci
un incontro per commemorare il decimo anno di gemellaggio tra la giovane
cittadina croata ed il nostro comune, Camponogara. Ho attribuito a Vinkovci
laggettivo giovane perché la nazione che si trova di fronte a noi,
dallaltra parte dellAdriatico, si è formata solo da una decina danni.
La Croazia è stata la culla di molti scontri tra Serbi e Croati per ottenere
lindipendenza dalla ex-Iugoslavia. I Serbi rivendicavano lappartenenza della
Croazia e per questo la zona è stata oggetto di forti bombardamenti serbi. Vinkovci è
stata pesantemente distrutta. Però, nel giro di pochi anni, la nostra cittadina, con noi
gemellata, è risorta. In verità ancora oggi, lungo la strada, si possono intravedere dei
campi incolti con cartelli per segnalare la presenza di mine nel terreno, visto che per
sminarlo ci vogliono parecchi soldi e i cittadini croati hanno deciso di lasciarle li e
pian piano di liberarsene.
Quest'anno, come ormai da 3 anni a questa parte, oltre ai ragazzi del laboratorio
strumentale, a questo scambio culturale tra i due comuni si è unito anche il Ccr,
rappresentato dal sindaco e alcuni alunni-consiglieri più grandi, cioè della 2a
e 3a media (con l'eccezione di un
consigliere molto attivo di 1a media). Io ricopro quest'anno il ruolo di
sindaco dei ragazzi di Camponogara. In occasione del 10° anniversario del gemellaggio con
Vinkovci, la sera del concerto ho dovuto leggere un piccolo
pensiero sui giorni trascorsi a Vinkovci, sull'ospitalità delle famiglie e sul nostro
futuro che sembrerà sempre più ricco di novità. Ho dovuto preparare il discorso,
aiutata dalla ragazza che mi ospitava, e devo dire che non è stato per niente facile.
Solo il pensiero di dover parlare una lingua mai sentita prima, mi spaventava un po.
Come si legge? Dove sono gli accenti? Come si scrive? Sono state le mie paure e
difficoltà che in un primo momento non riuscivo a superare. Ma, poco alla volta, ho
iniziato ad avere una certa dimestichezza con i suoni e le parole visto che si leggono
pressappoco come si scrivono.
Il sindaco Ccr croato aveva già letto il suo discorso in lingua italiana nell'incontro
tra i due Ccr, e se l'è cavata abbastanza bene. Allora ho pensato- Vuoi vedere che se lui
ha parlato in italiano, io non ce la faccio a parlare in croato?- Ed infatti, arrivata alla sera del concerto,
pressappoco alla fine dovevamo esprimere le nostre riflessioni sullo scambio: lui in
italiano e io in croato. Per primo parlò lui e dopo, quando ebbe finito, toccò a me e
senza rendermene conto, con un po di errori, ce l'ho fatta e mi sentivo soddisfatta
come non mai. Ragazzi, va bene sindaco italiano ma per provare la mia esperienza, cioè
parlare in croato, sfiderei chiunque a farlo!
Il commento di Andrea Brusegan
Dal 23\03\06 al 26\03\06 con il ccr ho
partecipato a un gemellaggio con la cittadina croata di Vinkovci e, a dire la verità,
sono stato molto entusiasta della cosa. In Croazia ho potuto affinare il mio inglese,
inoltre ho avuto la possibilità di vedere qualcosa di nuovo, qualcosa che non avevo mai
visto. La cosa più toccante di questo gemellaggio è stata la visita ad un cimitero. Mi
è rimasto impresso perché cerano centinaia di croci bianche, in memoria ai caduti
della guerra combattuta tra opposte fazioni di croati e serbi. Ma la cosa che più di
tutte mi ha colpito di questo viaggio sono stati i campi ancora minati attorno le strade.
Inoltre mi è piaciuta molto la città anche perché era grande.
Per me questo viaggio è servito sia a farci
conoscere nuovi posti che a farci capire cosè una guerra e cosa può provocare
dirreparabile. Ringrazio lamministrazione comunale per avermi dato questa
opportunità di conoscere una cultura diversa.
Il commento di Eugenio Bigo
Eliminiamo una parola dal vocabolario
Unesperienza,
un incontro, difficile da dimenticare. Così si potrebbe definire la trasferta di noi
ragazzi del Consiglio Comunale dei ragazzi e di sperimentazione musicale a Vinkovci,
cittadina al confine con la Serbia, nazione con cui,
purtroppo, i Croati portano ancora molti risentimenti. La guerra, evento che dilaniò i
due Stati non molti anni fa, ha provocato ferite talmente profonde nellanimo della
gente che difficilmente saranno debellate. Quando questo avverrà, ci sarà la
possibilità di un riavvicinamento non solo tra i due popoli, ma di tutto loccidente
con il resto dellEuropa.
Una mia speranza iniziale su questo incontro? La possibilità simpatica di riuscire, con
questo scambio culturale, ad eliminare quel pregiudizio che è ben radicato nel nostro
paese secondo cui i Croati sono piuttosto freddi e distaccati. Invece, dopo dieci lunghe
ore di viaggio per raggiungere Vinkovci, tutti fummo accolti dai ragazzi ospitanti e dai
loro insegnanti, che furono certamente felici di rivederci.
Il primo giorno della nostra visita fu dedicato allincontro tra le due
amministrazioni Comunali sia dei ragazzi che degli adulti. Non mancarono certo poche
sorprese: unesibizione di canti tipici fu solo una delle tante iniziative simpatiche
di quella mattina.
Una cosa che mi colpì molto fu la commozione del Sindaco di Vinkovci nel ricordare il
più che decennale gemellaggio tra le due città: nel 1996, data ricordata come
linizio dellunione. La loro città era da poco uscita da un lungo martirio che
durava ormai da quasi cinque anni. In seguito ai diversi aiuti ricevuti da parte della
amministrazione di Camponogara, tutto ha
cominciato a funzionare, e ciò spiega il motivo della felicità del signor Karlic,
sindaco di Vinkovci, al rinnovo del gemellaggio. Veramente anche il nostro assessore
Danilo Ferrari era intensamente emozionato: è stato uno dei componenti più importanti e
vitali, 10 anni fa, ad iniziare il lungo cammino di aiuto per la ricostruzione della
cittadina croata. Ed in quella mattina lo abbiamo visto particolarmente coinvolto nel
ricevere i ringraziamenti dellAmministrazione di Vinkovci. seguire quellevento ci fu linvito a
pranzo in una trattoria delle vicinanze, che sfortunatamente non fu ben considerata dai
miei compagni: va bé, sarà per unaltra volta! Nel pomeriggio fu il momento per i
ragazzi di sperimentazione musicale di svolgere le prove in
vista del concerto che si sarebbe tenuto la sera stessa. Chitarre, flauti, violini e
pianoforti sembravano non interessare a noi ragazzi del CCR che preferimmo allora
andarcene a fare un giro per il centro della città.
La sera fu un momento catartico: lagitazione dei ragazzi che avrebbero suonato, ad
un certo momento, si placò e la musica iniziò
intervallata dalla lettura di un breve testo in croato, letto dal nostro nervoso
sindaco CCR, Nadin.Tutto riuscì con un applauso da parte del pubblico. Il secondo ed
ultimo giorno fu dedicato interamente alla visita della devastata Vukovar, città bagnata
dal Danubio che segna direttamente il confine tra il territorio Serbo e quello Croato. Una
riflessione su questa divisione, non solo naturale ma anche morale: che senso ha fare il ponte di Messina quanto invece un ponte, molto
più piccolo, per collegare fisicamente e moralmente due popoli che si sono fatti la
guerra per cinque anni? Un popolo, nel momento in cui esce da un conflitto, si sa,
conserva tanto odio allaggressore. LEuropa, in seguito alla seconda guerra
mondiale, ci è passata. Ora la Croazia deve almeno
tentare.
Durante la visita al museo della città di Vukovar, una cosa che mi colpì molto fu
laffermazione della guida che disse: Nel momento in cui a noi, gente priva di
armi, mancavano gli attrezzi necessari per difenderci, lunica cosa da fare era
prendere mitragliatrici e pistole dai musei . Tutto questo bisogna che i nostri
amici croati comincino a dimenticare.I saluti finali delirarono un poco, creando molteplici facce tristi: certi
desideravano restare, altri no. Una cosa però univa tutti: aiutare a collaborare per
togliere dal vocabolario la parola guerra.
|