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Tra il 17 e il 20 novembre 2004 si è tenuto a Genova l'8° Congresso Internazionale delle Città Educative. Il CCR di Camponogara vi ha preso parte, rappresentato dalla sua coordinatrice, prof.ssa Rita Cormio. Riportiamo una sua lettera nella quale la prof.ssa fa una breve riflessione sull'evento. Care Marta e Giorgia, non so se ci siamo conosciute a Vaiano, chissà perché io ricordo solo visi maschili. Ad ogni modo cercherò di fare il punto della situazione sulla mia trasferta al Congresso internazionale di Genova. E inutile dirvi che ero emozionatissima allidea di fare un intervento in una grande sala , con dei moderatori appartenenti ad altre realtà cultural geografiche. Procediamo per ordine: - Il nostro progetto è stato accettato perché mette a confronto quattro realtà regionali nellambito del tentativo di soddisfare i bisogni dei ragazzi rispetto al contesto del territorio e della scuola in cui vivono. - Abbiamo ritenuto opportuno partecipare perché, nonostante lalta quota discrizione (500 euro) più le spese di viaggio ed albergo, i congressi sulla costruzione di città educative, a misura per i ragazzi, costituiscono una vetrina internazionale molto importante. Infatti, ora agli atti conclusivi del convegno, rimane stampato, in termini quasi imperituri, il nome del progetto, la sua descrizione (obiettivi e finalità), nonché i nomi dei quattro comuni coinvolti. - Care ragazze, io non so con precisione cosa abbiano apprezzato di più del progetto: lunica cosa che so è che, dopo il mio intervento, finalmente liberata da questo peso, mi sono seduta e ho ricevuto i complimenti di un paio di assessori che erano là presenti, uno genovese e laltro veneto, credo. Lunica cosa che ricordo, con senso di rabbia e frustrazione, è, invece, la voce del moderatore americano che scandiva la fine del mio intervento con i famigerati: less than three minutes, less than two minutes Voi mi conoscete poco, ma vi assicuro che avrei voluto strozzarli ! - Un aspetto decisamente negativo è stata la mancanza di tempo per un confronto tra le 6 proposte della sessione in cui il nostro progetto è stato inserito. E vero che gli altri relatori erano, se non ricordo male, uno norvegese, laltro, credo, venezuelano, etc. Di conseguenza non avrebbe potuto esserci un dibattito vero e proprio per problemi di comunicazione linguistica. - La cosa più bella, invece, è stato il contatto che abbiamo avuto io e la Prof. Vincenza con le delegazioni provenienti da Israele, Argentina, Spagna, Svezia, credo. E là ho dato forza a tutto il mio inglese scolastico per spiegare il nostro progetto e a prendere, in linea di massima, informazioni, invece, sui loro progetti. E stato divertente perché io e la prof. Vincenza ci sentivamo un po come Alice nel paese delle meraviglie. - Quali sono stati gli interventi più interessanti? Senzaltro quelli dei paesi extraeuropei, le realtà geografiche dellAmerica Latina, Argentina, Venezuela, cioè i paesi che hanno conosciuto anni di dittatura militare. Da un decennio e più conoscono regimi più democratici, per cui le stesse esperienze di democrazia partecipata, in cui i ragazzi ed i giovani sono protagonisti molto importanti di questo processo, costituiscono lespressione più genuina della costruzione di città educative. - Ricordo, con particolare emozione, anche alcuni interventi di assessori ed educatori provenienti da paesi africani: vi ricordo che là tutto è povero, per cui lattenzione degli adulti al coinvolgimento dei ragazzi in attività partecipative è molto importante. Spero di aver soddisfatto la vostra curiosità. Favore per favore: mi spedite un numero del vostro giornalino, appena sarà pronto? Voglio mostrarlo ai "cicierrini" di Camponogara. Speriamo di conoscerci di persona.
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